«Lavoro qui da trent’anni»: quanto conta davvero l’anzianità nei nuovi bandi?

24 ottobre 2026

«Lavoro qui da trent’anni»: quanto conta davvero l’anzianità nei nuovi bandi?

Trent’anni di sveglie all’alba non sono una riga da cancellare. Dietro quel banco ci sono clienti, sacrifici e una famiglia che ci campa.

Ma quando esce un bando, quanto pesa davvero tutto questo? La risposta è nei punti. E c’è una sorpresa che conviene conoscere.

In breve:

  • L’anzianità dell’impresa vale fino a 35 punti. Servono gli anni documentati nel Registro delle imprese.
  • Essere titolare del posteggio vale 15 punti fissi. Restarci trent’anni non fa salire quel bonus.
  • Il posto non è garantito. Domanda, requisiti e punteggio complessivo restano decisivi.

L’esperienza ha un peso preciso

Chi lavora da una vita non parte da zero. Le linee guida del 2026 riconoscono l’esperienza nei nuovi bandi per i posteggi.

Ma bisogna separare due cose: da quanto esiste l’impresa e chi è titolare di quel posteggio. Sono due voci diverse della graduatoria, cioè della classifica dei partecipanti.

Trent’anni fanno sempre 35 punti?

No: conta anche chi partecipa. Il massimo va all’impresa con più anzianità riconosciuta; gli altri punteggi vengono calcolati in proporzione.

Facciamo un esempio, nello stesso settore: tu hai 30 anni, il concorrente più anziano ne ha 40. Su questa voce prendi 26,25 punti: 30 diviso 40, moltiplicato per 35.

Per l’esperienza in un settore analogo, il punteggio si riduce del 30%. Il metodo è nell’Allegato 1 al decreto.

Sullo stesso banco, il bonus si ferma a 15

Qui arriva il dettaglio che può far storcere il naso. Per l’esercizio diretto sul posteggio, le regole riconoscono 15 punti al titolare della concessione alla data della domanda, indipendentemente dalla durata della permanenza.

Su questa voce, trent’anni non valgono più di tre. Lo precisa il punto 7 delle linee guida.

Per chi ha tenuto vivo quel mercato anche nelle giornate vuote, è una differenza difficile da digerire. La burocrazia conta gli anni con molta calma. La sveglia, invece, suona sempre puntuale.

Hai rilevato l’attività? Occhio alla storia

La storia dell’azienda può contare anche dopo una cessione. Per l’anzianità d’impresa, le linee guida indicano nell’ultimo acquirente il soggetto che può far valere quella dell’azienda acquisita.

Ricostruisci i passaggi con i documenti: non basta dire «prima c’era mio padre». E tieni distinto questo conteggio dai 15 punti fissi del posteggio.

Prima della domanda, controlla queste cose

  • Visura storica e passaggi d’azienda. Verifica quali anni risultano e come il bando li riconosce.
  • Requisiti, allegati e scadenza. Leggi il bando completo, non solo il titolo dell’avviso.
  • Tutta la griglia dei punti. Contano anche altri criteri, come microimpresa, lavoro e servizi. La spunta, ossia il lavoro sui posti temporaneamente liberi, ha una voce distinta.

Se un conteggio non torna, chiedi chiarimenti scritti al SUAP, l’ufficio comunale per le attività produttive. Fallo prima della scadenza.

Gli anni al banco meritano rispetto

«Lavoro qui da trent’anni» conta. Ma da solo non basta a vincere. Le linee guida prevedono anche l’anzianità d’impresa per risolvere la parità di punteggio.

Per noi il principio resta semplice: chi ha costruito clientela e tenuto aperto sotto la pioggia merita regole chiare e punti riconosciuti correttamente. Il rispetto per il lavoro dovrebbe arrivare almeno puntuale quanto le richieste di pagamento.

Regole verificate al 24 ottobre 2026. Per il singolo posteggio vanno controllati concessione e atti applicabili. Copertina creata con IA: scena illustrativa.