25 ottobre 2026
Pago già il canone mercatale: devo pagare anche la TARI del banco?
Paghi il canone del banco. Poi arriva anche la richiesta per i rifiuti. La domanda viene da sola: ma questa roba non era già compresa?
Spesso sì. Ma prima di pagare due volte, o di buttare la lettera nel cassetto, bisogna capire che cosa ti stanno chiedendo.
In breve:
- Occupazione temporanea del mercato: la legge prevede che il canone sostituisca anche il prelievo sui rifiuti.
- Occupazione permanente: la TARI può restare separata.
- Conta il tuo caso concreto. Controlla anno, regolamento e calcolo: anche le sentenze impongono attenzione.
Cosa comprende il canone mercatale?
Per le occupazioni temporanee, comprende anche la componente rifiuti. Lo prevede l’articolo 1, comma 838, della legge 160/2019, nel sistema in vigore dal 2021.
Parliamo delle aree pubbliche destinate a mercato soggette a quel canone. Il Comune di Formigine, per esempio, spiega che il canone assorbe occupazione del suolo e TARI o tariffa rifiuti.
Compresa non significa gratuita: significa che è dentro il conto. E lo stesso costo non dovrebbe ricomparire in aggiunta.
Pago una volta all’anno: allora è permanente?
Non basta la scadenza del bollettino. Un pagamento annuale può raccogliere gli importi delle singole giornate di mercato.
La legge distingue l’occupazione per l’intero anno solare da quella di durata inferiore. Se lavori ogni mercoledì, chiedi come viene classificata l’occupazione e quale tariffa viene applicata: «posto fisso» non chiarisce da solo il trattamento dei rifiuti.
Quando la TARI può restare fuori?
Per un’occupazione permanente, la sostituzione prevista per quelle temporanee non scatta automaticamente. Per esempio, un box occupato stabilmente può avere una TARI distinta.
Lo stesso vale per un eventuale magazzino separato dal banco: il canone del mercato non copre qualsiasi altro locale dell’attività. Confronta sempre superficie, periodo e voce richiesta.
C’è anche una sentenza da conoscere
Dire «ho pagato il canone» non garantisce di vincere una contestazione. La Corte tributaria di secondo grado del Piemonte, sentenza 412/2026, ha confermato una richiesta separata di TARI giornaliera relativa al 2024 a Volvera.
In quel caso ha dato peso al regolamento locale e all’inclusione dei rifiuti nella tariffa unica soltanto dal 2025. Il contribuente ha perso e pagato anche le spese d’appello.
È una decisione su quel caso, non una tassa aggiuntiva nazionale. Ma va conosciuta prima di promettere ricorsi vinti.
Arrivano due richieste? Controlla queste cose
Metti affiancati avviso e ricevuta del canone. Poi chiedi per iscritto all’ufficio tributi:
- Di quale anno e superficie parliamo? Banco, box e magazzino non vanno confusi.
- Quali giorni e metri quadrati avete contato? Fatti dare il dettaglio.
- La quota rifiuti è già nel canone? Chiedi il regolamento e la delibera tariffaria applicati.
Due righe nello stesso prospetto possono spiegare un totale unico. Diverso è aggiungere una somma già conteggiata: i numeri devono tornare.
I soldi sono tuoi. Le spiegazioni devono esserci.
Se emerge un doppio addebito, chiedi la correzione allegando i pagamenti. Se hai già versato entrambe le somme, fai verificare anche il rimborso.
Non ignorare però l’atto: una richiesta di chiarimenti o di annullamento non sospende automaticamente i termini per fare ricorso. Fallo controllare subito al commercialista o all’associazione di categoria.
Chi apre il banco all’alba deve sapere quanto costa lavorare. La semplificazione promessa dallo Stato dovrebbe vedersi anche nei conti, non soltanto nel nome del canone.
Fonti verificate al 25 ottobre 2026. La decisione su Volvera riguarda quel Comune e quell’annualità. Copertina creata con IA: scena illustrativa.