24 aprile 2026
Cosa succede al posteggio mercatale quando il titolare muore: guida per gli eredi
Quando muore un ambulante con un posteggio attivo, gli eredi si trovano in una situazione che spesso non sanno gestire. Tra il funerale e i pensieri della famiglia c'è una concessione comunale, un'attività che corre, contributi che scadono, scadenze burocratiche con tempi precisi. Ignorare tutto questo per qualche mese significa quasi sempre perdere il posteggio.
Non serve diventare commercialisti. Servono però tre o quattro mosse fatte nel giusto ordine, e una di queste va fatta entro 30 giorni dal decesso.
Comunicare il decesso al Comune
Entro 30 giorni gli eredi devono comunicare il decesso del titolare all'ufficio commercio (o SUAP) del Comune che ha rilasciato la concessione. La comunicazione è una semplice lettera, accompagnata dall'atto di morte e da un'autocertificazione di chi ha ereditato.
Da quel momento la concessione resta in piedi in attesa della decisione degli eredi: continuare l'attività, vendere, affittare oppure rinunciare. Hai un tempo limite per scegliere, di solito un anno, ma alcuni Comuni accorciano a sei mesi.
Le tre opzioni
Continuare l'attività significa che uno degli eredi (o tutti in società) prende formalmente il posto del defunto come titolare. Serve aprire o intestare la partita IVA, iscriversi all'INPS commercianti, fare il subingresso al Comune. Funziona se chi prende il banco lo conosce già, ha tempo da dedicargli e ci si vuole investire.
Vendere significa fare il subingresso a un terzo: trovare un compratore, atto notarile di cessione d'azienda, comunicazione al Comune. Il prezzo si fa esattamente come per un'attività attiva, perché il valore della concessione non scende solo perché viene da successione.
Affittare il posteggio è la terza via: l'erede mantiene la titolarità ma dà in gestione il banco a un terzo che paga un canone. Funziona se non si vuole vendere subito ma si pensa a un futuro passaggio in famiglia (ai figli, a un nipote che ora è giovane).
I costi che corrono nel frattempo
Mentre la famiglia decide, alcune cose continuano a essere dovute: la tassa annuale di concessione, eventuali rate INPS pendenti, l'affitto del magazzino se c'è, la TOSAP. Sono spese che si pagano lo stesso, anche con il banco fermo. Una decisione presa entro tre-quattro mesi evita di accumulare arretrati.
Le tasse di successione
La licenza commerciale e la concessione di posteggio fanno parte dell'asse ereditario. La dichiarazione di successione (entro 12 mesi dal decesso) le include. Per i figli e il coniuge le aliquote sono basse e c'è una franchigia di un milione di euro a testa: nella stragrande maggioranza dei casi non si paga niente di reale, ma la dichiarazione va fatta lo stesso.
Affidati a un commercialista o a un notaio per la successione: la pratica costa, ma sbagliarla costa molto di più.
Vendere subito o aspettare
Se nessuno in famiglia è interessato a continuare, vendere conviene il prima possibile. Un posteggio fermo perde valore: la clientela si disperde, il flusso del banco vicino prende il tuo, l'attrezzatura si deteriora se non manutenuta. Sei mesi di banco chiuso possono valere il 15-20% di prezzo in meno.
Una volta fatta la successione, gli eredi possono cedere la concessione esattamente come avrebbe potuto fare il defunto.
Per pubblicare un annuncio di vendita di un posteggio ereditato, parti da qui. Per capire quanto vale prima di decidere, usa il valutatore.